Elezioni Regionali 2010
Abbiamo rivolto dieci domande ad Antonio De Poli candidato per l'UDC alla Regione Veneto.
Pubblichiamo l'intero estratto dell'intervista:
PER INIZIARE
1) Definisca in tre aggettivi il suo programma:
Innovativo, aperto, inclusivo delle fasce deboli.
Sanità
2) Nel bilancio di spesa di una regione la sanità è sicuramente quello che incide maggiormente; come intende ridurre la spesa sulla sanità e contemporaneamente mantenere o migliorare i servizi offerti?
La riduzione della spesa si può ottenere con la sinergia tra medicina
generale e medicina territoriale, con la responsabilizzazione della
prescrizione farmaceutica e della diagnostica specialistica e con
un'ottima organizzazione del lavoro tra ospedale e residenzialità
extraospedaliera. In questo modo si risparmia e si migliorano i servizi.
Trasporti
3) Come pensa di intervenire nel miglioramento della rete pubblica e privata dei trasporti per facilitare l’accesso alle grandi città (ROMA, MILANO, NAPOLI)?
Potenziare la ferrovia di tipo metropolitano, dotare le stazioni di
parcheggi di interscambio e coordinare orari e biglietti dei bacini di
trasporto.
Ambiente
4) Ne parlano tutti ormai ed è un tema molto discusso in questi giorni è favorevole al Nucleare? Se no quali alternative intende proporre?
Non sono pregiudizialmente contrario, ma nel caso del Veneto si è già
dotati di megaimpianti (Porto Tolle, il rigassificatore) molto
impattanti sull'ambiente e con una spinta alle rinnovabili possiamo
diventare il laboratorio italiano del settore.
Formazione
5) Si parla spesso dell’importanza della formazione dei più giovani ma in concreto si fa ben poco, ha una visione chiara di quale potrebbe essere la prima cosa da fare per migliorare la situazione?
Il mondo della formazione deve essere rivoluzionato perché è in atto
una forte dissociazione dal mercato del lavoro. Scarseggiano proprio
le competenze più alte e quelle medio - basse in cui sopravvive una
componente di abilità tecnica e manuale. Pertanto vanno rafforzati
tutti i meccanismi di alternanza scuola - lavoro e gli inserimenti
guidati nel mondo del lavoro.
Lavoro
6) In tempi di crisi, di precari, cassaintegrati il lavoro è una tema indispensabile da affrontare, come vede che si possa intervenire per favorire il mondo del lavoro?
Da un lato sostenendo il reddito di chi proprio lo ha perso e non lo
trova con assegno sociale. Quella che è in atto è una crisi che sta
restringendo il lavoro nel mondo occidentale, per l'automazione e per
la crescita dei nuovi competitors. Il lavoro va ripensato nei servizi,
nell'innovazione tecnologica e scientifica e in quelle che definiamo
professioni della creatività perché è da quelle che deriverà sempre di
più il valore aggiunto.
Produttività e sviluppo
7) Senza produttività e sviluppo, manca anche il lavoro e viceversa come pensa che bisogna intervenire per migliorare la situazione di tante piccole e medie imprese che si trovano in difficoltà in questo quadrò economico così fragile?
Le piccole imprese che servivano con il loro lavoro a fornire gli
altri senza innovarsi e con tecnologie povere non hanno futuro.
Viceversa le piccole imprese innovative sono quelle che hanno in mano
il futuro
Territorio e turismo
9) Poca fiducia verso la politica e lontananza delle istituzioni dal territorio sono sensazioni spesso espresse dai cittadini. Come migliorare questa situazione e come rilanciare il turismo?
Il Veneto è una regione con una dotazione culturale straordinaria
unita alla più formidabile varietà ecosistemica che si possa trovare
in una così piccola concentrazione spaziale. Non ha bisogno di un
particolare rilancio a condizione che sappia valorizzare la sua
identità alla Marco Polo, solide radici nella comunità e, insieme,
grande apertura al mondo.
Il turismo in Veneto, anche nel 2009, non ha perso posizioni. Questo
significa che il suo potenziale è intatto e con la ripresa può
ricominciare a correre. Però questo non sarà più automatico. Dovremo
diventare un SISTEMA turistico, ora siamo un ammasso di solisti,
straordinari, ma solisti
IN CONCLUSIONE
10) Un appello a chi è deciso a non votarvi.
Ci sono due modi di concepire la politica: approfittare delle rendite
che offre il potere più o meno disinteressandosi dei cittadini che ti
hanno votato. E questo favorisce il distacco, giustificatamente. E c'è
invece la sensibilità per una politica che sia sostegno e risposta ai
problemi. Questa è l'unica che noi pratichiamo e, con questa certezza
morale, su questa base chiediamo il voto agli scettici, indifferenti o
delusi.
Condividi queste informazioni su Facebook: Condividi
|