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  Intervista

LE DIECI DOMANDE DI WWW.ELEZIONI-ITALIA.IT

 

davide bono regione piemonteAbbiamo rivolto le dieci domande al candidato a Davide Bono candidato del Movimento a 5 Stelle alla regione Piemonte.

 

 

 

 

 

Pubblichiamo l'intero estratto dell'intervista:

  PER INIZIARE

1. Definisca in tre aggettivi il suo programma.
Praticabile, concreto, partecipato


SANITA'

  2. Nel bilancio di spesa di una regione la sanità è sicuramente quello che incide maggiormente; come ntende ridurre la spesa sulla sanità e contemporaneamente mantenere o migliorare i servizi offerti?

Sicuramente è possibile tagliare alcuni costi, ad esempio nel campo dell'utilizzo dei farmaci generici e delle farmacie ospedaliere o riducendo l'afflusso di "codici bianchi" cioè le non urgenze nei pronto soccorsi, potenziando e mettendo in rete i presìdi di cure primarie (medici e pediatri di base, servizi di continuità assistenziale). Si deve permettere un controllo incrociato con le dichiarazioni dei redditi per stanare i falsi esenti.
La costituzione di un'unica cartella clinica elettronica fornita dalla Regione permetterebbe di avere in rete tutti i dati di ogni residente in Piemonte, snellendo di molto la burocrazia ed i costi. Dopo di ciò si potrebbe introdurre la ricetta digitale, tramite messa in rete con le farmacie.
Le stesse misure possono ridurre le liste d'attesa unitamente alla possibilità di una rapida consultazione delle stesse online, fruibile da tutti.
Inoltre, per rendere efficiente la sanità e quindi dirottare le risorse verso i capitoli di spesa più cogenti, bisogna far uscire la politica dalla sanità (è necessario garantire le nomine dei dirigenti per merito e non per simpatie/convenienze partitiche), controllare l'appropriatezza prescrittiva dei medici di base e degli specialisti, la corretta autocertificazione del reddito per gli esenti, l'estensione dell'utilizzo delle farmacie ospedaliere, la corretta diffusione dell'uso di farmaci generici o equivalenti, la divulgazione della prevenzione primaria.


TRASPORTI
3. Come pensa di intervenire nel miglioramento della rete pubblica e privata dei trasporti per facilitare l'accesso alle grandi città (ROMA, MILANO; NAPOLI)?

Noi lavoreremo per favorire l'utilizzo del trasporto pubblico e tanti piccoli mercati "a km 0" così da limitare i viaggi alle merci ed allo stesso tempo favorire lo sviluppo del lavoro locale.
La nostra idea di incentivazione e miglioramento del trasporto pubblico e' quella di efficienti linee ad alta frequenza (stile metropolitana con integrata rete merci) tra i capoluoghi piemontesi e i principali centri tra di essi. Il tutto integrato con un altrettanto efficace e ad alta frequenza rete di trasporti pubblici locali. Gli spostamenti in regione devono diventare semplici ed economici per favorire il lavoro. Il tutto con un'attenzione alle tecnologie a basse o nulle emissioni per il trasporto pubblico. Se tutto cio' venisse replicato a livello nazionale con l'aggiunta di collegamenti rapidi sulle principali direttive di lunga percorrenza avremmo una rivoluzione copernicana del trasporto ed un miglioramento sostanziale della qualita' della vita e dell'ambiente.
Rispetto al trasporto privato, si vuole investire nel farlo diventare progressivamente, all'opposto di come e' oggi, una scelta complementare a quello pubblico esclusivamente per le esigenze strettamente individuali e di corto raggio (approvvigionamento, trasporti di beni personali ingombranti ecc.) parallelamente all'incentivazione della sostituzione dei mezzi con nuovi ad emissioni zero (elettrici, ad idrogeno, ad aria compressa).



AMBIENTE
4. Ne parlano tutti ormai ed è un tema molto discusso in questi giorni: è favorevole al Nucleare? Se no quali alternative intende proporre?

Il nucleare è troppo costoso e sarà pronto tra vent'anni se tutto va bene. L'energia serve ora e con l'incentivazione alla autoproduzione e al riversamento in rete degli eccessi possiamo disporre di energia pulita e a basso costo già nei prossimi anni.
La nostra posizione contraria al nucleare e' seriamente motivata (cfr. http://www.piemonte5stelle.it/?page_id=1913). Proponiamo di cominciare con il fare evolvere alle "emissioni zero" i settori residenziale, agricolo, terziario e trasporti che oggi rappresentano oltre il 70% del fabbisogno energetico regionale e nazionale. Le tecnologie proposte sono il solare termico e fotovoltaico, l'idroelettrico, il geotermico, l'eolico (mini e non) e i mezzi energetici idrogeno, elettricita' ed aria compressa per i motori. Questi obiettivi sono possibili e sostenibili e ci permetterebbero di affrontare come si deve con un piano di lungo termine il problema di respiro piu' ampio del fabbisogno industriale di alte potenze (evoluzione del sistema industriale verso soluzioni tecnologiche di minor impatto energetico e/o sviluppo dell'unica effettiva tecnologia nucleare pulita, quella della fusione, che richiedera' ancora diversi decenni.


FORMAZIONE
5. Si parla spesso dell'importanza della formazione dei più giovani ma in concreto si fa ben poco, ha una visione chiara di quale potrebbe essere la prima cosa da fare per migliorare la situazione?

La scuola è il luogo deputato alla formazione della società del futuro. Togliere gli investimenti in questo settore è una scelta suicida per qualsiasi società. La scuola deve tornare ad essere  il cenro sociale e culturale con ampliamenti e sostegno a tutte le attività che portano miglioramento ad integrazione e cultura nella nostra società.


LAVORO

6. In tempi di crisi, di precari, cassaintegrati il lavoro è una tema indispensabile da affrontare, come  vede che si possa intervenire per favorire il mondo del lavoro?

E' necessario oltre che economicamente conveniente investire da subito nelle energie rinnovabili, nel risparmio energetico e nella corretta gestione dei rifiuti. Azioni simili in Germania hanno prodotto negli ultimi anni 750.000 posti di lavoro, agendo oltretutto da volano per l’economia, la ricerca, lo sviluppo tecnologico. La nostra economia è in crisi anche per via del fatto che le posizioni di responsabilità, sia pubbliche che private, vengono spesso assegnate per raccomandazione invece che per merito: il sistema politico, con corruzione e sprechi, impone costi aggiuntivi pesanti su tutti. Eliminando queste due storture è possibile perlomeno ottenere migliori prodotti e servizi e più posti di lavoro dalle aziende e dalle strutture pubbliche che già esistono, senza spendere di più. 


  PRODUTTIVITA' E SVILUPPO

7. Senza produttività  e sviluppo, manca anche il lavoro e viceversa come pensa che bisogna intervenire per migliorare la situazione di tante piccole e medie imprese che si trovano in difficoltà in questo quadro economico così fragile?

Non si può continuare a costruire e a produrre per il consumo senza tener conto del territorio e delle sue risorse. Bisogna intervenire indirizzando le piccole e medie aziende in quei settori che sono in linea con un programma che prevede un utilizzo non distruttivo delle risorse del territorio.
I due temi di cui sopra rappresentano diversi aspetti dello stesso problema: il modello produttivo oggi dominante piu' in generale, basato su un paradigma di risorse infinite e crescita infinita si e' ormai scontrato col fatto che il mondo ha invece dimensioni finite e risorse limitate.


  CULTURA
  8. quali iniziative per rilanciare cultura e identità della sua regione?
 

Il sostegno alla scuola va di pari passo al sostegno di tutte le attività culturali che necessariamente potranno essere un volano per attirare il turismo culturale e gastronomico.
In Piemonte sono presenti molti festival e rassegne culturali, la strada è già imboccata e basta proseguire e far crescere il settore in collegamento con le offerte turistiche per presentare le bellezze del nostro territorio, con strumenti quali la rete che raggiunge in tempo rapidissimo e con costi minimi, tutto il pianeta
Importante è anche sostenere le istiuzioni culturali storiche che sono un fiore all'occhiello della vita culturale della Regione e che danno lavoro al pari di altri settori a centinaia di lavoratori.


TERRITORIO E TURISMO
9. Poca fiducia verso la politica e lontananza delle istituzioni dal territorio sono sensazioni spesso espresse dai cittadini. Come migliorare questa situazione e come rilanciare il turismo?

Il fatto che noi siamo incensurati e senza legami con la spartizione politica che ha segnato così pesantemente l'amministrazione della cosa pubblica, è un primo e importante fattore di lealtà verso i cittadini. Il fatto che la rete, intesa come collegamento di persone, sia sempre pronta ad intervenire e eventualmente a cassare le scelte non condivise, penso sia uno straordinario mezzo di partecipazione e controllo degli amministratori.
Proponiamo di investire su un turismo responsabile, che non danneggia il territorio ma che risalti le culture e i paesaggi locali. Un turismo fatto insieme alle comunità e non fatto solo per i turisti che cercano un'"oasi nel deserto" da dimenticare alla fine delle vacanze.


  IN CONCLUSIONE
  10. Infine, un appello a chi è deciso a NON votarvi!
 

Sarebbe un peccato sciupare una così bella opportunità e preferire un futuro di lamentele verso le cose che non vanno. Partecipa con noi,  fai rete e avanza le tue idee e proposte: c'è un mondo intero che non vede l'ora di ascoltarle, criticarle, valutarle e realizzarle insieme.


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