LE DIECI DOMANDE DI WWW.ELEZIONI-ITALIA.IT
Abbiamo rivolto le dieci domande al candidato a Erminio Marinelli candidato del Centrodestra alla regione Marche.
Pubblichiamo l'intero estratto dell'intervista:
PER INIZIARE
1. Definisca in tre aggettivi il suo programma.
Rivoluzionario, fiammante, concreto
2. Nel bilancio di spesa di una regione la sanità sicuramente quello che incide maggiormente; come intende ridurre la spesa sulla sanità e contemporaneamente mantenere o migliorare i servizi offerti?
Fuori la politica dagli ospedali e largo alla meritocrazia. 5 aziende locali invece di 13: stop agli sprechi e agli stipendi inutili. Taglio delle liste d'attesa attraverso il Patto con i miei colleghi medici di famiglia e farmacie come piccoli ambulatori per l'assistenza domestica dei malati e il controllo sullo spreco di medicinali.
3. Come pensa di intervenire nel miglioramento della rete pubblica e privata dei trasporti per facilitare l’accesso alle grandi città (ROMA, MILANO; NAPOLI)?
Bisogna imporsi con le ferrovie dello stato: le Marche sono una regione ignorata dall'alta velocità, senza fermate e senza treni. L'aeroporto è una bella struttura ma senza prospettive: non ci sono voli per Milano. Ci rendiamo conto? Per la mobilità interna servono grandi parcheggi scambiatori agli inizi delle città e mobilità su rotaia di superficie.
4. Ne parlano tutti ormai ed è un tema molto discusso in questi giorni è favorevole al Nucleare? Se no quali alternative intende proporre?
Favorevole ma non in zone a vocazione turistica come San Benedetto. Serve all'economia per l'alto costo dell'energia. Va istallato nelle zone a vocazione iperindustriale.
5. Si parla spesso dell’importanza della formazione dei più giovani ma in concreto si fa ben poco, ha una visione chiara di quale potrebbe essere la prima cosa da fare per migliorare la situazione?
Premi alle Università che fanno ricerca per le aziende del territorio e percorsi formativi e piani di promozione nei confronti dei mestieri tecnici che i giovani non vogliono fare ma che sono richiesti dal mercato.
6. In tempi di crisi, di precari, cassaintegrati il lavoro è una tema indispensabile da affrontare, come vede che si possa intervenire per favorire il mondo del lavoro?
Taglio dell'Irap, formazione lungo tutto l'arco della vita e governance dell'internazionalizzazione insieme alle associazioni di categoria.
Le Marche si devono emancipare dal modello industriale attraverso il turismo e la cultura.
7. Senza produttività e sviluppo, manca anche il lavoro e viceversa come pensa che bisogna intervenire per migliorare la situazione di tante piccole e medie imprese che si trovano in difficoltà in questo quadro economico così fragile?
Sostegno al credito, meno burocrazia e accesso favorito alle forniture pubbliche regionali. Per l'edilizia nelle Marche va finalmente applicato il vero Piano casa di Berlusconi.
8. quali iniziative per rilanciare cultura e identita' della sua regione?
La cultura per me fa parte del welfare e del turismo. Se sarò eletto terrò la delega per me e farò il primo Testo unico della cultura marchigiana. Stop alla distinzione fra strutture culturali e produzione, sì a grandi eventi, anche sportivi.
9. Poca fiducia verso la politica e lontananza delle istituzioni dal territorio sono sensazioni spesso espresse dai cittadini. Come migliorare questa situazione e come rilanciare il turismo?
Investendo più del misero 1% nel settore dove siamo ultimi in Italia, pensare meno a piazzare i politici negli STL e più a definire una strategia di vendita, un prodotto che faccia innamorare i turisti. Cosa sono le Marche?
IN CONCLUSIONE
10. Infine, un appello a chi e' deciso a NON votarvi!
Leggete le prime nove risposte di questa intervista e domandatevi perché tutto questo non sia stato fatto prima. Non sprecate altri cinque anni con una politica ammuffita e senza idee.
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