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  Intervista

LE DIECI DOMANDE DI WWW.ELEZIONI-ITALIA.IT

 

intervista polveriniAbbiamo rivolto le dieci domande al candidato a Renata Polverini candidato del centrodestra alla regione Lazio.

 

 

 

 

 

Pubblichiamo l'intero estratto dell'intervista:

PER INIZIARE

1. Definisca in tre aggettivi il suo programma.

Concreto, perché non contiene promesse ma progetti realizzabili per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Ambizioso, perché siamo pronti a cambiare veramente questa regione portandola ai primi posti in Europa per prodotto interno lordo e per livelli di assistenza e servizi ai residenti. Innovativo, perché finalmente valorizza il patrimonio di ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica che la nostra regione può vantare

 

2. Nel bilancio di spesa di una regione la sanità è sicuramente quello che incide maggiormente; come intende ridurre la spesa sulla sanità e contemporaneamente mantenere o migliorare i servizi offerti?

Non intendo chiudere ospedali o tagliare posti letto. E’ sugli sprechi che si deve intervenire, innanzitutto sui costi della politica e della burocrazia. Uno dei primi interventi della nostra attività di governo sarà la diminuzione graduale delle Asl, fino a dimezzarle. Occorre una nuova governante del settore che preveda, tra l’altro, un organo indipendente di controllo della spesa in tutte le fasi, non solo a consuntivo, quando cioè non c’è più la possibilità di tornare indietro. La spesa va controllata alla fonte: creeremo una serie di strumenti in grado di produrre risultati significativi per strutturare un adeguato “Sistema di Qualità”, verificando e controllando la appropriatezza delle prestazioni e discernendo i costi utili da quelli superflui.

 

3. Come pensa di intervenire nel miglioramento della rete pubblica e privata dei trasporti?

Dobbiamo dare ai cittadini, ai lavoratori e agli studenti un servizio di trasporto pubblico finalmente dignitoso. Le iniziative previste dal programma sono numerose e riguardano sia il trasporto su ferro sia quello su gomma. Tra le altre cose, la Regione promuoverà e coordinerà la sottoscrizione di un accordo di programma quadro con il ministero delle Infrastrutture, il Comune di Roma e le Province del Lazio per la realizzazione degli investimenti in innovazione tecnologica ed efficientamento del sistema dei trasporti che dovrà riguardare gli oltre 1.100 km di linee ferroviarie regionali, la rete tramviaria, le metropolitane e le ferrovie concesse. Interventi che riguardano la regolarità e la frequenza del servizio, la qualità dei mezzi di trasporto, il controllo della flotta.

Quanto al trasporto su gomma, dobbiamo adottare un piano per mettere in sicurezza gradualmente le circa 1500 fermate Co.Tra.L. e creare dei mini parcheggi di prossimità per coloro che si muovono col bus, prevalentemente da e verso Roma.

Infine, occorre realizzare una serie di infrastrutture viarie importanti come la Civitavecchia-Viterbo o la messa in sicurezza della via Pontina, che ancora oggi costituisce una delle strade più pericolose d’Italia.

 

4. Ne parlano tutti ormai ed è un tema molto discusso in questi giorni è favorevole al Nucleare? Se no quali alternative intende proporre?

In tempi rapidi il Lazio diventerà energeticamente autosufficiente e in pochi anni andrà addirittura in surplus, esportando energia verso altre regioni. Pertanto ritengo che nel Lazio non ci sia bisogno di istallare nuove centrali nucleari. Ricordo che si sta ultimando la riconversione – da olio combustibile a carbone pulito – della centrale di Torrevaldaliga Nord a e che questo ha già comportato una forte assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni locali. A oggi è attivo solo uno dei tre impianti, un secondo è in prova e un terzo è in fase di completamento. La stessa centrale a olio combustibile di Montalto di Castro funziona a potenza ridotta. Mettere a regime queste due centrali già consentirebbe di andare in pareggio energetico.

 

5. Si parla spesso dell’importanza della formazione dei più giovani ma in concreto si fa ben poco, ha una visione chiara di quale potrebbe essere la prima cosa da fare per migliorare la situazione?

La formazione è una delle competenze regionali più importanti perché è una risorsa fondamentale per valorizzare i nostri giovani, avviarli al lavoro, migliorare le loro competenze e i loro skills. Il problema più grande su questo fronte è che negli ultimi anni la formazione ha visto una gestione troppo poco orientata sui reali fabbisogni formativi dei lavoratori e troppo sbilanciata a favore degli enti che offrono questo servizio. Bisogna invertire questa tendenza per far sì che i fondi destinati alla formazione servano realmente da volano moltiplicatore della crescita dei nostri lavoratori e dei nostri giovani.

 

6. In tempi di crisi, di precari, cassaintegrati il lavoro è una tema indispensabile da affrontare, come vede che si possa intervenire per favorire il mondo del lavoro?

Occorrono interventi diversi, alcuni di breve periodo per fronteggiare gli effetti della crisi e altri più strutturali per aumentare sistematicamente le opportunità dei lavoratori del Lazio. Nel breve periodo, il mio programma prevede interventi di sostegno al reddito mirati e non indistinti per tutti coloro che sono privi di occupazione come è avvenuto fino ad ora e come è previsto nel programma di Emma Bonino. Una misura che movimenta tantissimi soldi ma che ha un impatto minimo data la platea troppo ampia di destinatari.

Nel medio-lungo periodo occorre puntare sulle politiche attive del lavoro e sulla formazione continua per garantire, specie alle categorie meno tutelate – precari, donne, immigrati e over 50 – adeguate possibilità di rimanere o di ricollocarsi facilmente nel mercato del lavoro.

 

7. Senza produttività e sviluppo manca anche il lavoro e viceversa, come pensa che bisogna intervenire per migliorare la situazione di tante piccole e medie imprese che si trovano in difficoltà in questo quadro economico così fragile?

Le piccole e medie imprese rappresentano la ricchezza della nostra regione, da salvaguardare e valorizzare. Le dimensioni aziendali così ridotte tuttavia, specie nel pieno della crisi economica, si sono rivelate un problema per varie ragioni: dalla difficoltà nell’accesso al credito, alla scarsa propensione agli investimenti in ricerca e sviluppo. Per queste ragioni, il mio programma prevede una nuova politica del credito con un rafforzamento di Banca Impresa Lazio e una razionalizzazione del ruolo dei Confidi, ma anche un forte impegno per valorizzare l’immenso patrimonio di università, centri di ricerca, polo tecnologico al fine di investire in ricerca e sviluppo. Potenzieremo, inoltre, il Fondo di rotazione per le PMI individuando interventi di sostegno mirato.

 

8. Quali iniziative per rilanciare cultura, identità e turismo della sua regione?

Abbiamo un patrimonio culturale, archeologico e naturalistico unico al mondo, che non si limita alla sola Roma. La Capitale ovviamente è il più grande attrattore turistico del Lazio, ma l’impegno della Regione deve essere quello di valorizzare anche le altre province per far sì che coloro che oggi visitano Roma – con una permanenza media molto ridotta – possano apprezzare anche altre località, restando più a lungo sul nostro territorio. Pertanto è prioritario investire su una seria politica di marketing territoriale che arrivi a delineare un vero e proprio brand Lazio, proprio sulla falsariga di quanto sta facendo il Comune di Roma con il logo commerciale.

Cultura e turismo sono due risorse importantissime che devono viaggiare in sinergia e che dobbiamo valorizzare fortemente per sfruttare appieno l’immenso patrimonio di cui disponiamo.

 

9. Infine, un appello a chi è deciso a NON votarvi!

Il 28 e il 29 marzo i cittadini del Lazio saranno chiamati a scegliere chi nei prossimi cinque anni dovrà guidare questa regione per risanare l’enorme deficit sanitario, chi dovrà adottare i provvedimenti necessari per sostenere le imprese e l’occupazione, chi dovrà difendere la vita e aiutare le giovani coppie e le famiglie in difficoltà. Sarà un appuntamento decisivo per il futuro di milioni di cittadini e mi auguro che tutti sentano il dovere civico di esprimere democraticamente la propria preferenza. La mia avversaria si colloca in continuità con un’amministrazione fallimentare che ha sprecato tempo e denaro pubblico senza risolvere i problemi strutturali della regione. Io rappresento il cambiamento, la discontinuità, la voglia di rilanciare il Lazio per portarlo agli standard che merita.


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