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  Elezioni Europee

Legge Elettorale Elezioni Europee 2009

La riforma della legge elettorale per le elezioni europee, votata alla Camera, prevede l’introduzione di una soglia di sbarramento al 4%. Soglia prevista anche nei sistemi elettorali di molti altri Stati membri dell’Ue. In Germania, Polonia e Francia, ad esempio, lo sbarramento è fissato al 5%, mentre per la Svezia e l’Austria é al 4%. Per il resto, la legge approvata e che dovrà avere anche il via libera del Senato, non introduce altre modifiche alla legge numero 18 del 1979.
Ecco, in pillole, il sistema elettorale con il quale si voterà e che servirà ad eleggere il gruppo dei 72 europarlamentari della delegazione italiana a Strasburgo.


PROPORZIONALE PURO - Il riparto dei seggi avviene con il metodo proporzionale in base alla cifra elettorale nazionale di ciascuna lista, su un collegio unico nazionale e con il principio dei quozienti interi e dei resti più elevati.


 SBARRAMENTO - Hanno diritto ad accedere alla ripartizione dei seggi solo le liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 4% dei voti validi espressi.


CINQUE CIRCOSCRIZIONI - Il territorio italiano viene suddiviso in cinque circoscrizioni nelle quali votano i cittadini. La prima, ‘Italia nord-occidentale’ comprende Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria e Lombardia. La seconda, ‘Italia nord-orientale’ è composta da Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna. Terza circoscrizione, quella dell”Italia centralé: Lazio, Umbria, Marche e Toscana. L”Italia meridionalé: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. E, infine, l”Italia insularé composta da Sardegna e Sicilia.


PREFERENZE - Restano le preferenze, nonostante, nella prima ipotesi di riforma il centrodestra avesse tentato di cercare un accordo per l’introduzione delle liste bloccate come per le politiche. L’elettore può esprimere, dunque, non più di tre preferenze nella prima circoscrizione, non più di due nella seconda, terza e quarta e una nella quinta.


SOTTOSCRIZIONI - Le liste devono essere sottoscritte da non meno di 30 mila e da non più di 35 mila elettori e i sottoscrittori devono rappresentare almeno il 10% degli elettori di ognuna delle regioni comprese nella circoscrizione. Non devono raccogliere le firme i partiti che abbiano un gruppo parlamentare anche in una sola delle due Camere, le forze che abbiano almeno un europarlamentare e anche le liste con un contrassegno composito, ma contenente il simbolo di un gruppo politico esonerato dalla raccolta. Il governo in Aula ha accolto anche un ordine del giorno del Pd a prima firma Stefano Esposito e che ha tra gli altri firmatari anche Massimo D’Alema che allarga le maglie per la raccolta delle firme per le nuove formazioni politiche. Un documento che impegna il governo in sede di circolare ministeriale nella quale si prevedono gli adempimenti per le varie liste ad “agevolare la presentazione di nuove liste contraddistinte da simboli che rappresentino l’aggregazione di più liste o partiti già esistenti e contribuire a una maggiore semplificazione del sistema politico”. In buona sostanza, ad esempio, se un europarlamentare si ripresenta ma con una lista nuova, che aggrega più forze, quella lista verrebbe esentata dalla raccolta delle firme.


ELEGGIBILITA’ - Per essere eletti bisogna aver compiuto almeno 25 anni.


RIMBORSO ELETTORALE - Ha diritto al rimborso elettorale solo chi ha almeno un eletto e, dunque, chi ha superato lo sbarramento del 4%. L’emendamento dell’ex tesoriere dei Ds, Ugo Sposetti, che chiedeva che questo diritto, come alle politiche, fosse esteso anche a chi raggiungeva almeno l’1% dei consensi è stato dichiarato inammissibile dalla presidenza della Camera.

 

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