La nuova legge elettorale approvata dal Senato il 15 dicembre 2005 dalla maggioranza di centrodestra della Casa delle Libertà che ha varato (con la netta contrarietà dell'opposizione) una riforma delle legge elettorale esistente, che va a sostituire il Mattarellum e ripropone una assegnazione dei seggi su base proporzionale. Essa entrerà in vigore proprio a partire da questa elezione e comporterà le seguenti novità:
Abolizione dei collegi uninominali: l'elettore, anziché votare direttamente su due schede separate il candidato prescelto nel proprio collegio uninominale (parte maggioritaria) e la lista da egli preferita, da cui eventualmente scegliere un candidato (parte proporzionale), si limiterà a votare la lista stessa. Le liste dei candidati saranno chiuse e le graduatorie indicate direttamente dai partiti stessi.
Premio di maggioranza: viene garantito alla coalizione vincente un minimo di 340 seggi alla Camera dei Deputati. Da notare che 12 seggi, assegnati alla circoscrizione Esteri, sono contemplati a parte. Per quanto concerne il Senato, tale premio è invece garantito su base regionale, in modo da assicurare alla coalizione vincente in una determinata regione almeno il 55% dei seggi ad essa assegnati;
Capo della forza politica: tale denominazione è usata per identificare il principale rappresentante o leader di una coalizione, il cui nome apparirà sulla scheda;
Soglie di sbarramento: per ottenere seggi alla Camera, ogni coalizione dovrà ottenere almeno il 10% dei voti nazionali; per quanto concerne i partiti, la soglia minima corrisponderà al 4% se non coalizzati, o al 2% se parte di una coalizione. Per il riparto dei seggi all'interno della coalizione, vengono contemplati solo i voti di tutti i partiti aventi raggiunto tali soglie minime, più eventualmente il maggior partito a non aver superato il 2% dei voti nazionali;
Minoranze linguistiche: coalizzate o non, esse potranno comunque accedere al riparto dei seggi ottenendo almeno il 20% dei voti nelle regioni a statuto speciale
|